RECENSIONE LIBRO

Adriano Fragano, Proposte per un manifesto antispecista, NFC Edizioni, Rimini, 2015


L'autore dimostra che il concetto di antispecismo è strettamente correlato a quello di veganismo. Il suo è un testo in continuo divenire, open source, i cui contenuti possono essere modificati per migliorarne l'informazione condivisa dagli utenti. Come in una community, è presente la sezione dedicata alle F.A.Q., una serie di risposte alle domande che vengono poste più frequentemente all'autore.










RECENSIONE LOCALE MANTRA

via Panfilo Castaldi, 21 - 20124 Milano
02 89058575
info@mantrarawvegan.com
www.mantrarawvegan.com









Per chi non lo sapesse, la cucina crudista non cuoce nulla per mantenere inalterate le proprietà nutritive del cibo; utilizza strumenti come l'essiccatore a 42 gradi centigradi per la preparazione di piatti particolari, lo spiralizzatore per gli spaghetti di frutta e verdura, la mandolina per tagli sottili, un potente frullatore per semi oleosi e frutta secca, la centrifuga per estrarre i succhi da frutta e verdura... 
Attratta da questo filone culinario salutista e cruelty-free, decido di entrare nel locale milanese nei pressi di Porta Venezia.






Ubicato in una stradina anonima, il ristorantino spicca per le linee essenziali, la luce soffusa, la carta da parati che richiama ortaggi e legumi, tavoli social che consentono di condividere il pasto in compagnia di perfetti sconosciuti. All'ingresso si trova un market, dove è possibile acquistare semi, snack, super food, tè e tisane, dolci ed estratti. Se la vista non vi si annebbia passando davanti alle teche di vetro con "biscotti e cheesecake che sembrano piccole opere d'arte, allora riuscirete ad arrivare nella sala ristorante dove ad accogliervi c'è un gentile e preparato cameriere. 




Il layout del menu, bilingue inglese-italiano, è molto minimal ed elenca tutti gli ingredienti con cui è stato realizzato ogni singolo piatto. Scorrendo tra le pagine, mi sono fatta persuadere da due piatti freddi: polpettine di funghi e noci con salsa marinara di pomodoro, e ravioli di zucca ripieni di pinoli e spinaci con pesto di coriandolo e mela in agrodolce. La presentazione è a dir poco magistrale, allegra e colorata, molto raffinata, ma il sapore e gli accostamenti non mi hanno granché  entusiasmata, forse perché non sono abituata al crudo (se non all'insalata e alla frutta!). Neanche la bevanda spremuta a freddo a base di mandorla, dattero, cacao crudo, vaniglia, limone e acqua filtrata mi ha fatto impazzire; secondo me il sale rosa dell'Himalaya era la nota stonata.




Avevo ancora fame, forse perché il crudo non appesantisce come i cibi ripassati in padella, o forse perché le porzioni non sono abbondanti, e per questo ho voluto assaggiare qualche dolce. Stucchevole era la cheesecake al lampone ed essenza di rosa. Quella che mi ha fatto davvero impazzire, invece, è la crostata di noci pecan con crema di zucca alla cannella; ne avrei mangiata a vagonate tanto era corposa  saporita!  




I prezzi sono decisamente alti considerando la qualità delle materie prime e la ricerca del dettaglio, ma non mi sento di bocciare completamente il locale, che offre tantissimi altri piatti. Credo che si tratti solo di nuovi sapori a cui i palati abituati al "cottismo" non sono avvezzi, e a cui bisogna avvicinarsi senza preconcetti. 


RECENSIONE LOCALE FLOWER BURGER

via Vittorio Veneto, 10 - 20124 Milano
tel. 02 39628381
smile@flowerburger.it
www.flowerburger.it







L'idea di mangiare in un hamburgheria vegana dalle grafiche psichedeliche e condividere in allegria i tavoli in legno con altri ospiti attira molto. Se poi a questo si aggiunge il fatto che i panini sono super colorati (per la serie, anche l'occhio vuole la sua parte!), allora vale la pena sperimentare. 


In effetti gli hamburger assicurano un effetto cromatico sorprendente. Dalla cucina a vista, seminascosta da una tenda colorata in stile anni '70, sono usciti in una cassettina di legno eco-friendly lo spicy cecio (panino con impasto alla curcuma, burger di ceci, tartare di cipolle di Tropea, pomodori, insalata, spinaci e salsa piccante) e il flower burger (panino con impasto al carbone vegetale, burger di seitan, insalata, germogli di soia, pomodori confit, cheddar e salsa alle erbe). Devo dire belli da vedere ma non così buoni da mangiare :(


Il pane homemade è colorato ma non sa di niente; senza sapore erano anche i burger e nello spicy cecio il piccante sovrastava gli altri sapori. L'idea di un menu veggie alternativo è da premiare ma non ci vedo molto di sano in patties che sono la copia vegetale del junk food stile MacDonald. A mio avviso anche i prezzi erano eccessivi. Una mezza delusione, insomma! Una trovata per fare business, che può andare incontro alle esigenze di carnivori che si accostano per la prima volta a nuovi sapori o soddisfare una tantum la voglia di "shifezze" anche tra i vegani militanti.